San NunzioAzienda Agricola
La nostra storia

Non cercavamo una reliquia

Cercavamo olivi. Quello che abbiamo trovato insieme agli olivi ha finito per dare il nome all'azienda.

La storia in quattro capitoli

Il primo uliveto

L'azienda nasce da un piccolo appezzamento a Bolognano, in provincia di Pescara: sessanta olivi di Dritta e Leccino e, poco distante, una casetta di pietra. Un lotto modesto, il tipo di terreno che passa inosservato.

Lo abbiamo preso per gli olivi.

La casetta

Solo dopo l'acquisto abbiamo capito che cosa fosse quella costruzione. Non un ricovero per gli attrezzi: è la bottega dove Nunzio Sulprizio lavorò come apprendista, negli anni dell'adolescenza.

Non è un racconto di famiglia. Sul muro esterno c'è una lapide posta dall'Amministrazione comunale di Bolognano il 27 ottobre 2018, tredici giorni dopo la canonizzazione.

Intatta

La bottega è ancora lì e resta come l'abbiamo trovata. Non l'abbiamo ristrutturata, non l'abbiamo trasformata in nulla: un luogo così non è nostro da riarredare. Poco più in là, nello stesso appezzamento, stanno i sessanta olivi arrivati insieme a lei: non confinano con la casetta, ma le crescono vicino.

Da quel luogo l'azienda ha preso il nome e lo stemma.

La crescita

Negli anni successivi abbiamo continuato ad acquistare uliveti. Oggi l'azienda conta circa trecento olivi: ai cento di Bolognano si sono aggiunti circa duecento alberi di Toccolana a Tocco da Casauria, la cultivar autoctona che porta il nome di quel paese.

Tutti coltivati con metodo biologico, tutti in zona DOP Aprutino Pescarese.

La prova
Murata sul muro

Non è una leggenda di famiglia

Accanto alla porta della bottega, il Comune di Bolognano ha murato una lapide in pietra. La data è il 27 ottobre 2018: tredici giorni dopo che Papa Francesco aveva proclamato santo quel ragazzo.

Il testo dice esattamente dove lavorava. È il motivo per cui l'azienda porta il suo nome, e per cui la casetta non l'abbiamo toccata.

Trascrizione della lapide murata all'ingresso della bottega.

L'acqua
La Cisterna del fiume Orta

Una ferita che non guarisce, e un'acqua che dà sollievo.

Nunzio scendeva a lavare la piaga alla sorgente, mentre attorno la gente si teneva a distanza per paura del contagio. È da lì che nasce il legame fra questo santo e l'acqua.

A pochi passi dai nostri olivi, l'Orta scava nel travertino una vasca verde che qui chiamano la Cisterna. L'acqua continua a scendere, come allora.

La Cisterna del fiume Orta a Bolognano: sottili cascate scendono da una parete di travertino ricoperta di muschio in una vasca color smeraldo
La Cisterna del fiume Orta, Bolognano
Il santo
Chi era

San Nunzio Sulprizio 1817 – 1836

Il santo da cui prendiamo il nome è nato a pochi chilometri dai nostri oliveti. È morto a diciannove anni. Papa Francesco lo ha proclamato santo nel 2018.

Nunzio Sulprizio nasce il 13 aprile 1817 a Pescosansonesco, in provincia di Pescara, nella stessa valle in cui oggi coltiviamo. Perde il padre, calzolaio, a tre anni; la madre a sei. Lo cresce la nonna materna, che muore quando lui ne ha nove: resta orfano e solo.

Viene affidato a uno zio fabbro ferraio, che lo mette a lavorare alla forgia nonostante il fisico gracile. Sono anni di fatica e di maltrattamenti. Durante le consegne invernali una ferita al piede sinistro si infetta e non guarisce più: diventa cancrena, e da lì in avanti Nunzio cammina col bastone.

In quegli anni il ragazzo scende a lavarsi la ferita alla sorgente di Riparossa, mentre attorno la gente si tiene a distanza per paura del contagio. Quell'acqua, che gli dava sollievo, è la stessa venerata ancora oggi nel santuario a lui dedicato: è da qui che nasce il legame fra il santo e l'acqua.

Verso il 1832 viene portato a Napoli, all'ospedale degli Incurabili, e accolto dal colonnello Felice Wochinger. Muore il 5 maggio 1836, a diciannove anni. Beatificato da Paolo VI nel 1963, è stato canonizzato da Papa Francesco il 14 ottobre 2018.

Patrono

Dei giovani e dei lavoratori

Un ragazzo che ha lavorato con le mani fin da bambino, e che per questo è diventato il santo di chi lavora.

Il territorio

La nostra stessa valle

Pescosansonesco, Bolognano e Tocco da Casauria stanno tutte nella valle del Pescara, ai piedi della Majella.

Ricorrenza

5 maggio

La festa liturgica cade in primavera, quando gli olivi sono in fiore e si decide l'annata.

Fonti sulla vita del santo: Dicastero delle Cause dei Santi e Santuario di San Nunzio Sulprizio a Pescosansonesco. Il legame fra la nostra casetta e la figura del santo è affidato alla tradizione locale.

Il risultato

Due oli nati
per contrasto

Non abbiamo scelto due cultivar per riempire il listino, ma per metterle una accanto all'altra. Il Dritta & Leccino di Bolognano è dolce, di mandorla fresca, e in bocca non pizzica; la Toccolana di Tocco è erbacea e in gola pizzica.

Scopri i due oli

  • FondazioneOttobre 2024
  • Primo uliveto~60 olivi a Bolognano
  • CultivarDritta, Leccino, Toccolana
  • Oggi~300 olivi su due comuni
  • MetodoColtivazione biologica
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